Alcesti 24/06/2019

L’Alcesti non è una delle più famose tragedie di Euripide, ma sin da una prima lettura, i ragazzi che l’hanno rappresentata, se ne sono innamorati e l’hanno scelta come oggetto del laboratorio teatrale di quest’anno, perchè hanno riconosciuto in essa un messaggio di straordinaria modernità, veicolo, come sempre succede nel mito greco, di risposte precise a interrogativi che attanagliano urgentemente il nostro presente. Alcesti è la giovane regina della città di Fere nell’antica Tessaglia, una donna di straordinaria generosità, amata da tutti i suoi sudditi come una sorella e come una madre. Suo marito Admeto è destinato a morire giovane, ma, per intercessione del dio Apollo, che ha un grande debito di riconoscenza con lui , le Mooire, le dee del destino, stabiliranno che Admeto potrà continuare a vivere a lungo, solo a patto che un’ altra vita venga sacrificata al suo posto. Nessuno sarà disposto a perdere la sua vita per salvare quella di Admeto, neanche i suoi anziani genitori , tranne la sua sposa Alcesti, Alcesti che con grande coraggio e con la lucidità che solo una madre e una donna innamorata può avere, anche nei momenti di più grande dolore, rinuncia alla sua vita per dare vita a chi ama. Poco prima del funerale della amata regina, si presenterà, alla reggia di Fere, Eracle, grande eroe e grande amico di Admeto. Il bisogno di accogliere un ospite con generosità e affetto sarà più forte del bisogno di chiudersi nel proprio dolore o di condividerlo, dimenticandosi dei propri doveri di amico e di ospite, e così Admeto nasconderà ad Eracle la sua disgrazia. L’ epilogo della storia risulta strano, inconsueto, forse gioioso o inquietante (?), ma sicuramente carico di simbolismi, quegli stessi simbolismi che rendono la tragedia greca, eterno scrigno di verità e poliedrico e polisemico racconto .

La Rappresentazion è andata in scena il 26 Giugno 2019 presso l’Aula Magna dell’IIS Lanusei sotto la regia della Prof.ssa B. Tavera; hanno collaborato La Prof.ssa A.M. Fiori per i costumi, il Prof. A. Rubiu musiche e grafica. Il brano di apertura è stato creato dall’Aunno S. Ibba, il ricco reportage fotografico dal Fot. Cristian Mascia, il video della rappresentazione è di A. Anglani.

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clicca e accedi alla photo gallery (Ph. Cristian Mascia)

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